Dobbiamo essere grati a quella cosa meravigliosa che è la vita, nella consapevolezza di non essere limitati dal tempo, protesi nella ricerca dell'amore.
Firth of Fifth è un brano della band britannica di rock progressivo Genesis, è il terzo dell'album Selling England by the Pound (1973). Si tratta, a parere di molti, di una delle loro migliori composizioni[1], nonché di una delle più complesse e articolate nella melodia. Concepito fin dai tempi della Charterhouse School per solo pianoforte da Tony Banks, il brano venne in seguito riproposto nella sua versione definitiva e pubblicato nel 1973. Il testo venne steso, a partire da un'idea di Peter Gabriel, solo nelle ultime fasi della lavorazione del brano da Mike Rutherford e dallo stesso Banks. Più tardi Banks affermò che quello di Firth of Fifth fu uno dei peggiori testi nei quali è stato coinvolto. In Firth of Fifth sono notevoli l'introduzione, per pianoforte, molto complessa per armonia, ritmo e melodia, e il lungo intermezzo strumentale, composto da tre assolo; il primo, eseguito da Gabriel, poi un assolo di Banks, introdotto da un complicato accompagnamento di pi...
I morti amati non sono morti. Sono un lampo nel cielo, una nuvola veloce, una folata di vento, un soffio leggero, una luce che ti colpisce, un'emozione, un suono lontano, un sorriso che fai senza un perchè, un pianto che non puoi fermare, una nostalgia. I morti non sono morti, sono una musica che ritorna, una melodia che fa bene, un fiore, un profumo, sono voci, risate, canti, amicizia, segreti raccontati , dolori condivisi, vittorie e sconfitte. I morti non sono morti quando il loro ricordo ti regala emozioni profonde. Tu non sei morto, il nostro amore per te ci aiuterà a continuare e se guardando il cielo, il sorriso si mescolerà alle lacrime, chiederemo aiuto a te, a tutto quello che è rimasto nel nostro cuore perchè è là che tu vivi. Con infinito amore Tella e Fabio
Caro Plinio, è impossibile per ciascuno di noi pensare ad un pranzo o ad una cena senza di te. Tu eri, è proprio il caso di dirlo, il sale sui nostri ritrovi, sulle nostre risate, sulle eterne cazzate. Ti voglio ricordare solo in questo modo...con il tuo sorriso contagioso e con il tuo consueto ritardo ai nostri incontri. Vorrei con tutto il cuore che tu fossi arrivato per ultimo anche su quella curva di montagna, ma la tua indole di vincitore non te l'ha permesso portandoti via da me. Mi manchi davvero tanto e come spesso accade la mancanza è tanto forte quando nulla più si può fare per tornare indietro. Ognuno di noi vorrebbe farlo, forse anche solo per ridere ancora una volta assieme a te. Tu mio grande amico contina pure la tua corsa senza voltarti mai, certo di avere sempre il tuo ''bino'' a bordo pista a tifare per te! Ti abbraccio forte. Alberto
Commenti